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Lunedì 15 Novembre 2010 15:32 |
Caccia al cinghiale a San Marino: "Non si tratta di sopravvivenza ma di voglia di uccidere"
L'accusa arriva da OasiVerde: "conosciamo bene i cacciatori; in questi anni abbiamo trovato specie protette impallinate come sparvieri, poiane, istrici 12/11/2010
Oasiverde intende rispondere all’articolo del 10 Novembre di Valdes Volpini(Tribuna). Non in quanto valga la pena rispondere a lui come persona, anche perché se usasse il fucile come usa l’italiano sarebbe da porsi seri dubbi su come abbia ottenuto l’abilitazione all’attività venatoria; tuttavia nel suo intervento c’è l’atteggiamento tipico di alcuni cacciatori sammarinesi, i quali sentono di doversi giustificare. Pochi cacciatori infatti dicono le cose come stanno e cioè che quello che li attira a questo “sport” è il piacere dell’uccisione. Ma per non dirlo direttamente si ricorre ad anacronistiche giustificazioni e, nello specifico: la caccia intesa come lotta per la sopravvivenza, in cui a detta del Volpini l’animale ha “la possibilità di salvarsi o essere abbattuto”; la caccia come soddisfazione di un bisogno o di un piacere alimentare; la caccia come protezione dalla pericolosità della fauna selvatica. Ora, in Natura la lotta per l’esistenza non consiste affatto nella sopraffazione del debole ad opera del forte: è anzi una condizione continua che spinge gli animali a costruirsi ripari e a resistere alle intemperie, alla fame, sete e alle persecuzioni, ed il tutto in un ambiente sempre più ristretto a causa dell’uomo che li cementifica. Per un cacciatore lotta per l’esistenza è la marca del fucile, la firma dei suoi stivali, il calibro delle pallottole e per le fugaci uscite si autodefinisce amante della natura. Dire ancora che la caccia serve a soddisfare la nostra alimentazione è un abominio anacronistico! L’unico vero bisogno è forse quello di alcuni ristoranti sammarinesi che in collaborazione con alcuni sedicenti cacciatori trovano l’occasione per cenette “elitarie”. In realtà ciò che sta nel piatto è ad esclusiva responsabilità di chi se lo mangia, esattamente come l’uccisione di un animale va attribuita al suo carnefice. Non ammettere questo e proiettare sugli altri questa responsabilità nascondendosi dietro ad un elenco di piatti succulenti è da vili. Il fatto stesso che la caccia sia annoverata tra gli sport indica come essa non sia una necessità, ma un divertimento! Per quanto riguarda la pericolosità degli animali e la loro scelta volontaria di suicidarsi sui cofani delle “nostre auto”, non mi dilungo. Voglio solo sottolineare come questo Decreto non provenga da un reale monitoraggio né dall’abbondanza di cinghiali nel nostro territorio e che veri danni alle colture possono verificarsi solo con branchi numerosi, inesistenti a San Marino. Questo Decreto non nasce da un atteggiamento di protezione verso la cittadinanza ed anzi non dispone affatto di adeguati controlli. C’è da aspettarsi di tutto da persone che pagano fior di quattrini per l’acquisto di fagiani allevati a mano e non timorosi dell’uomo per farli fuori 2 giorni dopo la loro fittizia “liberazione” (e Volpini parla di “possibilità di scappare”? riconoscono l’uomo come fornitore di cibo!) Oasiverde parla per esperienza vissuta quando ci si rifà ai cacciatori come persone che “conoscono il loro mestiere”: bè, è strano visto che abbiamo trovato in questi anni specie protette impallinate come sparvieri, poiane, istrici..per non parlare dell’ormai noto maiale abituato ai bambini. L’esame balistico ha dimostrato la vicinanza dell’animale e il cacciatore gli ha sparato a bruciapelo! Dov’era la sua possibilità di fuga se non aveva timore dell’uomo? Eppure abbiamo perso la causa, chissà perché. Dopo le immagini di cinghiali uccisi ecco le foto di uno dei vostri “pericoli”: Tumulto, animale selvatico, all’Oasi si sentiva a casa. Non ha mai fatto danni all’orto perché aveva cibo nel bosco ed entrava nel recinto per far compagnia alla nostra maialotta. Guardatelo qui mentre ci mangia dalle mani, il vostro “pericolo”, lo stesso che avete due anni fa braccato e ucciso quando si sparse la voce della sua presenza all’Oasi. Il cacciatore fa ricorso al suo “diritto” alla caccia. Non glielo nego, visto che la legge lo permette. Il suo diritto fa riferimento alle proprietà: i campi coltivati, il fucile, l’auto, l’animale ucciso e portato via..vorrei solo rendere noto alla stessa legge che esiste una categoria di persone che hanno anche loro un diritto. Che fa riferimento allo stupore e all’emozione per la bellezza della vita in tutte le sue forme, che non è il senso per una proprietà ma semplicemente il senso di un’appartenenza. È nostro diritto godere di questo. Si chiama diritto alla vita, e questo non è annoverato tra gli sport.
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Martedì 09 Novembre 2010 20:57 |
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Alla cortese attenzione dei
Corrispondenti Stampa
e Redazioni in indirizzo
COMUNICATO STAMPA N. /2010
Si rende noto che, a partire dal prossimo primo novembre, non sarà più attiva la reperibilità veterinaria di notte e nei fine settimana per animali d'affezione di proprietà, né per quelli randagi incidentati, che fino ad ora l'Azienda ha svolto in collaborazione con la Provincia. I proprietari, in caso di necessità, dovranno dunque rivolgersi a veterinari privati per le cure al proprio animale ed agli uffici di Polizia Municipale del Comune di riferimento per i randagi .
Da quella data la reperibilità resterà infatti attiva, solo per gli animali selvatici e, sempre in collaborazione con l'Assessorato alle Politiche faunistiche della Provincia di Rimini, in orario notturno (dalle ore 19:00 alle ore 7:00 del mattino) e nei fine settimana (dalle ore 14:00 del sabato alle ore 7:00 del lunedì mattina). Si informa altresì che per quest'ultimo servizio è stato attivato il numero telefonico 0541.705518, al posto del 118, che quindi non è più da contattare in nessuna circostanza. |
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Mercoledì 07 Luglio 2010 22:46 |
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Al Sig. Sindaco del Comune di Rimini
Al Sig. Assessore Politiche della Programmazione e Pianificazione
del territorio del Comune di Rimini
Al Sig. Assessore alle Politiche Ambientali del Comune di Rimini
Al Sig. Presidente del Consiglio Comunale di Rimini
Ai Sigg. Capigruppo Consiliari del Comune di Rimini
Al Sig. Presidente della Circoscrizione n.2 del Comune di Rimini
Oggetto : VARIANTE SPECIFICA AL PRG RELATIVA AL CAMBIO DI DESTINAZIONE DELL'EDIFICIO EX DISPENSARIO DI IGIENE SOCIALE, SITO IN VIA IX FEBBRAIO 1849, N. 20
Si apprende che la 3a Commissione Consiliare di questo Comune ha approvato a maggioranza la Variante al PRG relativa all’ ex Dispensario di Igiene Sociale di Via IX Febbraio 1849 convertendo quest’ area in residenziale
Nel merito risulta che il Quartiere 2, approvando tale cambio di destinazione, abbia posto come condizione il contenimento degli edifici in altezza e il divieto di monetizzazione degli standard di parcheggi pubblici.
Purtroppo non risulta alcun cenno a proposito della tutela del patrimonio arboreo ivi esistente.
L’area però vanta una ricca dotazione di verde ( tigli,platani, pini… ) , costituente un patrimonio pubblico a disposizione della cittadinanza tutta.. Le Associazioni del FORUM AMBIENTE della Provincia di Rimini esprimono perciò la preoccupazione che tale realtà, con la consuetudine di fatto oggi vigente anche a Rimini in ogni trasformazione edilizia, invece di essere valutato un bene da salvaguardare e tutelare, sia considerata una variabile fastidiosa, da risolvere con l’ abbattimento, e così vada completamente perduta.
E’ quanto è avvenuto ad es. a Marina Centro con l’ex Albergo Abarth, ora ridenominato Hotel Aqua, ove al posto del verde prima esistente fanno bella mostra una copertura di cemento e una piscinetta con un paio di palmette interrate in vaso, mentre anche le alberature stradali superstiti
( almeno tre sono state abbattute per far posto a nuovi accessi ) appaiono sofferenti o moribonde. O
all’ex Garden Hotel Villa Diana Marina nella cui area, dotata prima di un ricco patrimonio arboreo ( un filare di 7 grandi tigli, un cedro, pini e varie altre piante di alto fusto ), sta sorgendo ora un grande residence con escavazione totale del sottosuolo fino a ridosso dell’ apparto radicale delle alberature stradali, che verranno in tal modo irrimediabilmente compromesse.
Con questi criteri, adottati ormai da qualche decennio, il verde urbano a Rimini si sta riducendo drasticamente, con grave danno per la qualità urbana e la salute dei cittadini. E non ci guadagnerà di certo neppure la qualità dell’offerta turistica.
Le Associazioni del FORUM AMBIENTE richiamano perciò l’attenzione di chi ha responsabilità amministrative sugli effetti devastanti che la pratica del trasferimento e/o monetizzazione degli standard di verde sta procurando e potrà avere nel tempo per la qualità dell’aria, oltre che per l’aspetto estetico della nostra città.
Per quanto riguarda l’area in oggetto, ora ancora pubblica, chiedono inoltre che, sia in sede di progettazione che di esecuzione dei lavori, si tenga in debito conto il verde esistente, sia quello situato all’ interno sia quello ubicato nelle fasce esterne dell’area stessa, ad iniziare da un drastico divieto di trasferimento e/o monetizzazione almeno degli standard previsti.
E chiedono infine che nella stesura - ormai imminente, si spera - del nuovo Regolamento Urbano Edilizio, nella escavazione del suolo sia previsto il rispetto di una adeguata distanza dalle alberature stradali e che la monetizzazione e/o trasferimento degli standard di verde vengano espressamente vietati o limitati a casi estremi, ben regolamentati e soggetti al parere favorevole del Consiglio di Circoscrizione di competenza, dell’Ufficio Ambiente del Comune e da un apposito Tavolo di Consulta del quale da anni, purtroppo inascoltato, questo Forum chiede la costituzione.
A disposizione per delucidazione e precisazioni
Distinti saluti
Il coordinatore
Onide Venturelli
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Giovedì 01 Luglio 2010 11:54 |
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Al Sig. Assessore Politiche della Programmazione e
Pianificazione del territorio, Piano Strutturale,
Edilizia Privata, Espropri, Protezione civile e
Decentramento del Comune di Rimini
Oggetto : Conferenza di Pianificazione per il nuovo Piano Strutturale del Comune di Rimini
In seguito alla visione della documentazione ed alla partecipazione delle sedute relative alla conferenza in oggetto le Associazioni del Forum Ambiente della Provincia di Rimini ( Basta merda in Mare, Marinando, Rifiuti Zero, Associazione Vegetariana Italiana, Il Nido di Gaia, La Collina di Vaniglia, Maricla, WWF Rimini, A.M.B. Del.ne “A. Battarra”, Guardia Costiera Ausiliaria Rimini Rescue, "e l' uomo incontrò il cane" K. Lorenz, Liberi Tartufai onlus ) esprimono le seguenti osservazioni e proposte :
1) Compiacimento del Forum Ambiente per gli obiettivi e le finalità indicati dal PSC che, prendendo atto che il sistema insediativo finora applicato ha raggiunto livelli di criticità non più sostenibili, prevede che la pianificazione territoriale, prima di intraprendere qualsiasi intervento, deve avere come presupposto che il territorio è patrimonio non infinito e non riproducibile.
2) Dato che gli interventi programmati dal PSC sono attuati con un secondo strumento, il Piano Operativo Comunale (POC), le cui previsioni però scadono se i relativi Piani Urbanistici Attuativi (PUA) non sono adottate entro 5 anni è necessario che i POC rispettino scrupolosamente le linee di indirizzo indicate e in proposito è forte la preoccupazione che gli obiettivi e i propositi del PSC rimangano solo sulla carta. Visto che il meccanismo individuato per realizzare gli scenari indicati è la procedura definita “perequazione urbanistica”, non si vorrebbe infatti che portatori di interessi particolari, volti a tesaurizzare diritti acquisiti o da acquisire, riescano a prevaricare sistematicamente gli interessi della collettività. E’ necessaria quindi l’ istituzione di un tavolo di confronto permanente al quale devono partecipare le Associazioni Sociali interessate aventi fra le finalità statutarie la tutela dell’ ambiente e del territorio, essendo queste portatrici di interessi generali-collettivi e non espressione di esigenze di singole categorie.
3) Considerato che le infrastrutture programmate, unitamente alle nuove edificazioni, contribuiranno a depauperare il territorio, cementificandolo ed impermeabilizzandolo ulteriormente, saranno necessari contestuali interventi di mitigazione. Si auspica quindi che l’ attuazione della “riqualificazione”, dell’ammodernamento e della delocalizzazione strategica del patrimonio immobiliare esistente dalla zona sud alla zona nord e in quest' ultima dalla fascia costiera all' area alle spalle della falesia, rispetti scrupolosamente criteri di compatibilità paesaggistica, sostenibilità ambientale, bio-edilizia, efficienza energetica e di corretta gestione di tutte le risorse idriche, acque reflue comprese.
4) Si constata purtroppo come il trasporto individuale automobilistico venga considerato prioritario e la soluzione alle esigenze della mobilità viene individuata nel realizzare sempre nuove strade, senza per altro bloccare l’ espansione urbanistica. Per fronteggiare le esigenze attuali e future sarebbe invece più opportuno impostare il piano trasporti sull’ organizzazione e non continuando ad aggredire ciò che rimane del territorio con strutture viarie di vario tipo.
Ribadendo la necessità di un progetto organico ed efficiente di Trasporto Pubblico Locale e di mobilità lenta a livello comunale e costiero, si constata come, allo stato dei fatti la programmata realizzazione del TRC possa rivelarsi un’ opera inutile, devastante per il territorio, oltre che costosissima. Si tratta infatti di una proposta datata, prevedente la “convivenza “ necessaria con gli attuali mezzi di trasporto (ferrovia e filovia) o al massimo la dismissione delle attuali linee filoviarie, elaborata insieme ai contemporanei progetti contemplanti la realizzazione di una 3a corsia della A14 e di nuova SS16. Si auspica pertanto una pausa di riflessione e prendere in considerazione soluzioni meno ambiziose ma più pratiche e meno impattanti, quali mantenere e potenziare le linee filoviarie, mettendole in “rete”, cominciando ad esempio con il collegare la stazione ferroviaria con il Centro Congressi.
5) L’ implementazione di aree verdi e del patrimonio arboreo tramite la piantumazione di pini o essenze varie autoctone ( tigli, lecci. ecc..) si ottiene innanzitutto salvaguardando l’ esistente e naturalizzando o rinaturalizzazione alcune porzioni di territorio.
Ad iniziare con il preservare dalla distruzione almeno la porzione più bella e strutturata del Parco Sacramora di Viserba modificando il progetto di prolungamento di Via Sozzi.
6) Data l’ estrema importanza di quanto previsto dal Regolamento Urbanistico ed Edilizio in tutti gli interventi di realizzazione o ristrutturazione, il Forum Ambiente della Provincia di Rimini, come ripetutamente annunciato, chiede di partecipare alla stesura del testo di questo documento. |
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Sabato 19 Giugno 2010 11:44 |
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Servizio di soccorso per animali in orario notturno e festivo periodo gennaio-dicembre 2009: un anno di 118 veterinario
Nei Comuni del riminese dal 2005 è attivo un servizio di reperibilità promosso dalla Assessorato Tutela Faunistica della Provincia di Rimini in collaborazione con le Associazioni protezioniste e gestito dall’ Area Dipartimentale Sanità Pubblica Veterinaria dell’Ausl di Rimini.
Il servizio si attiva telefonando al 118 e chiedendo di contattare l’operatore di turno dell’Ausl.
Per gli animali selvatici personale dell’ Ausl si attiva direttamente per il recupero di animali incidentati o in difficoltà, per il loro trasporto presso il CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) di Torre Pedrera, e per le prime cure necessarie.Per gli animali d’ affezione vaganti, randagi o presunti tali, vengono attivate le reperibilità dei servizi controllo popolazione canina dei diversi comuni o loro convenzionati per il recupero e il trasporto in ricovero di animali incidentati o in difficoltà. In caso di animali “morsicatori” e/o pericolosi interverrà anche personale dell’ Ausl.
Per animali da compagnia di proprietà che necessità d’ assistenza veterinaria urgente ed i cui proprietari non riescono a raggiungere il proprio professionista di fiducia, il servizio attivato fornisce informazioni comunicando recapiti telefonici di ambulatori veterinari disponibili a fornire le prestazioni richieste.
Tramite quindi il 118 è possibile trovare una risposta per qualsiasi situazione d’emergenza relativa sia agli animali d’ affezione che selvatici, evitando inutili disguidi.
Nel periodo 01.01-31.12 2009 a questo servizio si sono rivolti ben 649 cittadini : 489 per animali di proprietà, 160 per richieste di soccorso verso animali selvatici, randagi o di proprietà sconosciuta. Le richieste d’ intervento sono state 425 per cani, 124 per gatti, 21 per animali domestici di diverse specie, 89 per animali selvatici ( caprioli, istrici, volpi, gabbiani, ricci, rettili ). Il periodo con il maggior numero di chiamate è risultato quello estivo, con 226 chiamate concentrate nei mesi di giugno, luglio e agosto, dato che sono sempre più numerosi i turisti che trascorrono le vacanze insieme a famigliari a quattro zampe e che in caso di necessità si rivolgono a questo recapito.
Si evidenzia come questa iniziativa sia totalmente finanziata dalla Provincia di Rimini nonostante questo Ente non abbia alcun obbligo istituzionale in merito ai servizi rivolti agli animali di proprietà. Si auspica perciò che anche le Associazioni economiche di categoria contribuiscano a concorrere al mantenimento di un servizio ampiamente apprezzato da residenti e turisti, che, se non rifinianziato, cesserà al termine di questa stagione estiva.
Si tratta infatti di un progetto veramente qualificante, da pubblicizzare in tutti i modi possibili inserendolo come valore aggiunto nelle campagne promozionali, presentandolo come ulteriore attrattiva per i vacanzieri, considerando che il “turismo ambientale”, nonostante la situazione esistente, è attualmente in piena espansione
In allegato un volantino informativo del quale si chiede di dare la maggiore diffusione possibile.
A disposizione per eventuali informazioni.
Il coordinatore del Forum Ambiente
Onide Venturelli |
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