Perché l'Italia sta franando?
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Maltempo, caos in Campania: danni e disagi
A CURA DI MARIO TOZZI
Smottamenti da Vicenza a Salerno e ora arriva un altro allarme maltempo: come mai la Penisola frana e finisce sott’acqua ogni autunno?
La prima causa è di natura geologica: l’Italia è un paese giovane e attivo, dunque è interessata da terremoti e eruzioni vulcaniche, e anche da frane e alluvioni che coinvolgono un paese in gran parte montuoso (ma che, per fortuna, sono prevedibili). La forza di gravità, che tende comunque a spianare le alture, comunque non produrrebbe effetti così micidiali se non ci fosse l’acqua: le piogge scatenano le frane soprattutto se abbondanti e violente.
In quale area sono più frequenti frane e alluvioni?
In Italia avviene, in media, uno smottamento ogni 45 minuti e periscono, per frana, sette persone al mese. Secondo il CNR il totale del territorio a rischio di frane, o comunque vulnerabile dal punto di vista idrogeologico, in Italia, è pari a circa il 50 per cento. Quasi il 15% del totale nazionale delle frane, e quasi il 7% delle inondazioni, avviene in Campania (1.600 in 75 anni), dove 230 comuni (da Ricigliano a Sorrento) su 551 sono a rischio smottamento; le vittime per questi due eventi, negli ultimi 50 anni, sono state 400 sulle 4 mila nazionali. La superficie vulnerabile per frane e alluvioni, in Campania è pari al 50,3% del territorio regionale. Il Trentino, più di tutte le regioni, sfiora l’86%. Le Marche arrivano all’85% e il Friuli è ben sopra il 50%: però in Campania il rischio potenziale si traduce più spesso che altrove in catastrofe. Basilicata, Calabria e Sicilia vanno oltre il 60% del territorio a rischio. Liguria e Veneto sono fra le regioni più frequentemente |